Luigi Mazzella (Napoli 1936)

"Rigenerazione", bronzo, cm 280x270x60, anno 2001.

Ha un rapporto di diffusa sensualità con la materia, Luigi Mazzella. Direi un piacere tattile, che trascorre dall'umiltà della cera al legno al piombo, fino alla solennità del marmo e che affiora evidente dalla compiaciuta manualità che accompagna le sue opere. Così la diversa resistenza, le imprevedibili potenzialità, la carica endogena di cui la materia vive, entrano fatalmente a far parte del processo creativo. E' il caso di Rigenerazione, che. nasce proprio sotto l'urgere di quelle spinte che agiscono all'interno della materia. Una serie di pulsioni che prima s'innervano e si accartocciano in forme vibranti e poi generano una teoria di "allunghi", nei quali esplode la forza del magma più segreto e incontrollato. La materia è vista, così, come una fonte inesauribile di energie, che di volta in volta assumono andamenti e forme insospettabili, sulle quali il tempo agisce fino a modificarne la morfologia, ma senza mai distruggerle. Di qui l'incessante rinascita a nuovi destini, espressa dall'opera. Questo, in sintesi il progetto di Mazzella. Al quale va riconosciuto, ancora una volta, il merito di essere passato dall'idea all'immagine con la sapienza del suo fare scultura. L'opera unisce infatti al felice equilibrio compositivo una carica densa di vibrazione, tale da coinvolgere l'osservatore oltre ogni suggestione estetica. (Nino D'Antonio)